COPPETTA MESTRUALE, MIGLIORARE SI PUO’

COPPETTA MESTRUALE, MIGLIORARE SI PUO’

Prima di chiudere l’articolo e sgusciare via, ti invito a pensare che stai sprecando un’opportunità: quella di conoscere!

Due anni fa circa, scopro l’esistenza della coppetta e la prima reazione è esattamente come la tua, penso: “che schifo!” e passo al post successivo. Dopo qualche tempo mi capita sotto gli occhi un altro articolo, ma questa volta non vado oltre perchè l’autrice è una ragazza che seguo, una miniera di idee geniali e sostenibili e, così, mi incuriosisco.

Cerco in rete e più vado avanti, più rimango colpita dal fatto che le testimonianze siano tutte un unico coro: “la coppetta è una rivoluzione mervigliosa, peccato non esserci arrivate prima!”.

E così azzardo e decido di provare. Il risultato è stato un’altra voce da unire a quel coro rivoluzionario!

Mi sono liberata dall’ansia delle macchie, dell’odore e del cambio dell’assorbente. La coppetta, inserita in vagina,  ha un principio di funzionamento differente dagli assorbenti, infatti, invece di assorbire,  raccoglie il flusso al suo interno. Il rischio di TSS, Toxic Shock Syndrome associata all’uso dei tamponi, è scongiurata dal fatto che a contatto con le pareti vaginali non c’è il flusso ed il tampone, bensì la coppetta fatta in silicone medicale anallergico certificato.

L’inserimento è facile, ma diventa più agevole dopo aver fatto un po’ di pratica: basta piegare a tulipano la coppetta, rilassarsi e indossarla.

La modalità di manutenzione non richiede grande impegno. Prima dell’inserimento e a fine ciclo, deve essere sterilizzata, in un pentolino destinato esclusivamente allo scopo, per 5 minuti circa; fra un cambio e l’altro va svuotata e lavata solo sotto l’acqua corrente, con del sapone neutro.

In commercio, online, grande distribuzione e farmacie, ne esistono di tantissime marche, ma di sole due misure: la 1°taglia è adatta a chi ha meno di 30 anni e ha avuto figli con parto cesareo; la 2°, invece, è per colei che ha più di 30 anni e/o ha vauto figli con parto naturale.

L’uso della coppetta, inoltre, rileva sotto due aspetti: uno economico e l’altro ambientale. Circa il primo, va detto che la vita del prodotto, correttamente utilizzato e conservato, è in media di 10 anni; pertanto, l’investimento iniziale è ammortizzato nell’arco di pochi mesi. Sotto l’aspetto ambientale, invece, pensa a quanti assorbenti non biodegradabili possiamo evitare di consumare e mettere in circolazione in 10 anni.

La coppetta che ho scelto io è della marca Eco-cup, made in Italy, presa alla Coop a 18 €. Nella confezione è incluso anche un sacchetto 100% cotone in cui deve essere riposta la coppetta sterilizzata, fra un utilizzo e l’altro. A questo proposito, fai attenzione che la coppetta che sceglierai (perchè mi auguro di averti messo la pulce nell’orecchio!) contenga il sacchetto traspirante,  necessario per evitare contaminazioni.

Sono davvero contenta che tu abbia accettato il mio invito iniziale e sia arrivata a questo punto nella lettura. Ora ti chiedo di accettare la sfida e provarla. Ti aspetto sempre qui, fra qualche mese, per aggiungere la tua esperienza al nostro coro!

 

“Vulesse addiventare na tamorra

pè scetare a tutta chella gente

cà nun ha capito niente

e ce stà a guardà”

Vulesse addeventare nu brigante, Folkabbestia

 

 

 

 

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